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27 October ho voglia di ballare... la KalinkaКалинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя! Ах, под сосною, под зеленою, Спать положите вы меня! Ай-люли, люли, ай-люли, Спать положите вы меня. Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя! Ах, сосенушка ты зеленая, Не шуми же надо мной! Ай-люли, люли, ай-люли, Не шуми же надо мной! Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя! Ах, красавица, душа-девица, Полюби же ты меня! Ай-люли, люли, ай-люли, Полюби же ты меня! Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя! Traslitterazione: Kalinka, kalinka, kalinka moya! V sadu yagoda malinka, malinka moya! Akh, pod sosnoyu, pod zelenoyu, Spat’ polozhite vy menya! Ay-lyuli, lyuli, ay-lyuli, Spat’ polozhite vy menya. Kalinka, kalinka, kalinka moya! V sadu yagoda malinka, malinka moya! Akh, sosyenushka ty zyelyenaya, Nye shumi zhe nado mnoy! Ay-lyuli, lyuli, ay-lyuli, Nye shumi zhe nado mnoy! Kalinka, kalinka, kalinka moya! V sadu yagoda malinka, malinka moya! Akh, krasavitsa, dusha-dyevitsa, Polyubi zhe ty myenya! Ay-lyuli, lyuli, ay-lyuli, Polyubi zhe ty myenya! Kalinka, kalinka, kalinka moya! V sadu yagoda malinka, malinka moya! TraduzioneO viburnio rosso di casa mia Ma tu dolce fanciulla
24 October Le cose che capitanoNon c'è gradualità nell'accadere delle cose. Le cose, quando capitano, capitano.E non è nemmeno che puoi accompagnarle, impedire che ruzzulino trascinandoti con loro. Non si possono far andare piano le cose che capitano. Non si possono controllare o gestire. Nemmeno capirle, si può. Infatti la frase più ricorrente a questo proposito è : <<non so cosa mi stia succedendo>>. Mica certe frasi vengono per caso. Se vi capita una cosa non potete farci niente,e questo è tutto. Non si conoscono le ragioni delle cose. Passi in rassegna i fatti recenti della vita a cui sono legate delle scelte o delle rinunce e te la prendi con il principale sospettato. Apri un'inchiesta su di lui, e lo bombardi di prove a carico fino a farlo diventare il mandante della malattia. E' come per esempio quando ti prende il raffreddore. Quando ti viene un raffreddore pensi:<< è stata quella volta che sono uscita di casa vestita troppo leggera>>, che ovviamente è solo una delle spiegazioni possibili, essendo risaputo che il raffreddore si può prendere in diversi milioni di modi. Solo che quando ti svegli la mattina e alle 12 e 30 ti rendi conto di aver già consumato una confezione famiglia di fazzoletti Kleenex, in qualche modo devi pur spiegartela una rottura di coglioni del genere. E allora accade che dai la colpa a quella volta lì. E va a finire che te ne convinci. Anche se basterebbe semplicemente ricordarti delle migliaia di volte in cui sei uscito di casa molto più scoperto di quella volta( e quando faceva anche più freddo oltretutto) per smontare l'accusa. Insomma, tutto questo papiello per dire che non so come e soprattutto perchè mi sono letteralmente convinta che quella volta lì è stata la causa del mio raffreddore.E' una fissazione, c'è poco da fare. Ognuno ha le sue, io ho questa.E se anche ci fosse stata una remota possibilità di comprendere le cose che capitano, se hai la testa nel barattolo delle fissazioni, è meglio che non perdi nemmeno un secondo a cercare di capirle, le cose che capitano.
23 October NOVELLA SANREMESEM'è capitato d'incontrare a Sanremo una persona veramente strana. Ma non era tanto il fatto che fosse strana a sembrarmi strano,(di gente fuori di testa ne è pieno il mondo!), quanto il fatto che a vederlo in altre circostanze, chessò io , per strada, nella metro, sull'autobus o al ristorante, non avresti mai pensato di lui che fosse un tipo strano. Insomma una di quelle facce che nessuno avrebbe mai notato in altre occasioni. Racchiudeva in sé tutti i caratteri compresi dalla parola ORDINARIO. Ma vederlo a 40 anni che presenta l'iscrizione ad un concorso canoro per giovani (non che ci fosse nel regolamento un limite d'età) con la stessa spontaneità con cui un bambino chiederebbe alla mamma l'intera raccolta di Holly e Benjy, bè devo ammettere che m' è parso un tantino insolito, nonchè ridicolo. A confermare le mie ipotesi ( e cioè che fosse un tipo strano) è sopraggiunta la sua presentazione:<< Piacere GENIALE!>> E giuro che non sto scherzando. Beh, quando senti un nome così, il massimo che puoi fare è sforzarti di non scoppiargli a ridere in faccia, poi se proprio non ci riesci (come infatti è capitato) la cosa migliore in questi casi è sfoderare una delle tue "battute salvavita" per tentare di tirarti fuori elegantemente dalla situazione:<< Però, che nome originale...Anzi.... GENIALE!!!!!!!>>, alleviando così la figura di merda,senza ridergli spudoratamente davanti, manco avesse detto di chiamarsi Geniale!!!!!!!! Lascio alla vostra immaginazione il compito di pensare alla serie abbondante di battute cattive che in quel momento m'aveva inondato il cervello e che ho dovuto reprimere con tutte le mie forze dicendomi " dai, magari è il papà di qualcuna che si vergognava a presentare l'iscrizione"... Dopo un pò, gli si avvicina un signore dai capelli bianchi , anziano molto più di Geniale, forse sulla settantina. << Papà, dopo questa ragazza tocca a me..>> ... Cosa sta succedendo??? Papà??? Proprio così. Inizio a vedere la mia supposizione precedente sgretolarsi come un castello di sabbia. <<Bah>> penso << Se uno a quarant'anni invece di trovarsi una fatica pensa ancora a queste stronzate, saranno problemi suoi..>>
Quanto mi sbagliavo. Quanto si fa presto a parlare a vanvera senza guardare oltre.
Così dopo aver consegnato il modulo, torno a sedere al mio posto ridendo ancora per quella scena ridicola. Per tutto il resto della giornata non ho più intravisto né Geniale, né il padre. Due giorni dopo, sul treno diretto a Milano indovinate un pò, incontro sulla stessa carrozza i due, che mi riconoscono e m'invitano a sedere con loro. Chiacchierando è venuto fuori che il nostro Geniale è sposato, ha una figlia di 4 anni e lavora come bidello in una scuola. E mentre parlava mi accorgevo sempre di più che non era il fallito che avevo giudicato inizialmente, ma semplicemente un uomo che a quarant'anni suonati non ha ancora perso la voglia di sognare e di crederci fino infondo. Gli brillavano gli occhi quando parlava della sua passione per il canto, dei concorsi che aveva tentato finora, delle occasioni mancate e di quelle che ancora attendeva, dei suoi piccoli successi e dei sacrifici fatti in passato. Il tutto con una umiltà invidiabile,parole vere e genuine le sue. <<L'importante non è quello che trovi alla fine della corsa, ma quello che provi mentre corri>>. Ma la sorpresa continua: il padre settantenne che raccontava di aver sempre accompagnato il figlio ovunque in giro per l'Italia a fare concorsi e di non averlo mai ostacolato. Si vedeva quanto lo amasse e quanto sperasse di renderlo felice, e con quanta pazienza lo assecondasse,lui, che a settant'anni(forse anche qualcuno in più) ancora era lì seduto sul sedile accanto al figlio, dopo un altro disperato tentativo di raggiungere un risultato. Prendeva parte alla discussione in maniera concitata<< Io ce l'ho detto a lui di non farsi illusioni , perchè già lo sapevo che vinceva uno di quelli là, tutti della sardegna, e perchè sono truccati queste cose, che poi mica era giusto che erano tutti quelli, tutti i ragazzi della sardegna....>> Come se fosse rimasto più deluso del figlio. E quando vedi cose del genere.. Quando assisti a queste bellissime scene che ti scaldano il cuore....
Come fai a pensare che il mondo faccia schifo?
17 October Alla fine vince la tristezzaLa tristezza è una brutta bestia. Meglio del non sentire nulla, su questo siamo d'accordo, ma decisamente peggio di qualunque altra cosa. I sentimenti sono una grande rottura di scatole. Si anche lei, la tristezza, che quando t'acchiappa subito ti si affezziona ed è inutile che ti arrabbi tanto non ti molla. Almeno finchè non ne hai abbastanza e decidi arbitrariamente di passare all'atarassia che a lungo andare non ti sembrerà poi così terribile. Ma fallisci nuovamente quando t'accorgi che non ne sei capace, perchè l'assenza di emozioni ci può essere solo con la morte e a meno che tu non stia pensando di suicidarti (ma è una cosa che sconsiglio), devi fottere a soffrire. Almeno finchè dura. E puoi stare certo che durerà. E quindi,visto che a soffrire devi soffrire, almeno cerca di trovare dei modi intelligenti per farlo. Dopo una delusione d'amore ad esempio, non si sa per quale inspiegabile ragione, ti viene una clamorosa e sovrannaturale voglia di muoverti.Non riesci a stare ferma, devi per forza fare qualcosa, qualunque cosa, anche lavare il cesso, basta che sia qualcosa che tenga il cervello impegnato e concentrato.Presti molta più attenzione a particolari sciocchi ai quali in tempi migliori non avresti mai badato (tipo ai capelli che si accumulano sul pavimento che improvvisamente ti stanno più sul cazzo dello stronzo x cui stai soffrendo e che sempre in tempi migliori, non avresti mai raccolto con tanta cura e pazienza) e diventi inoltre fottutamente pignola. Cazzo, non è lì che devono stare le spazzole, devono stare al loro posto!!! E i trucchi che diavolo ci fanno gettati là sopra?!? Ti metti a pulire il bagno come non hai mai fatto in vita tua. Inoltre il soggiorno.E la tua camera.E anche la camera che non è tua. E quando ormai dopo 3 belle orette (ma com'è possibile, sono passate solo 3 ore?!?) ti guardi attorno e vedi tutto FOTTUTAMENTE PULITO E ORDINATO come mai nella storia, ti viene da pensare<< Sono fritta, adesso che cazzo faccio?!?>>, ti getti sul letto e piangi disperata perchè sono finite le cose che possono tenere la mente occupata e perchè nel vedere tutto quel luccichio attorno improvvismente ti ricordi il motivo per cui luccica, ovvero sei triste..Allora, sempre per quell'inspiegabile voglia di muoverti, ti metti addosso le prime cose che capitano ( mia madre dall'abbigliamento s' accorgeva subito se ero triste! ) ed esci, decisa a vincere la tua partita contro lo sconforto, o almeno con l'intento di farti cogliere da lui in qualunque altro posto tranne che in casa. Inizi a gironzolare come un' idiota per la via, senza sapere cosa cazzo fare di preciso e dove andare.Cosa c'è di meglio di una bella visita ai negozi del centro?! E di vetrina in vetrina cerchi di tenere la mente concentrata sui prezzi, i modelli, le taglie, addirittura sui manichini iniziando a fare apprezzamenti su quelli maschi,desiderando di essere la fata Turchina e trasformarli in uomini veri..Però quest'ultimo pensiero ti fa ricordare il motivo per cui sei uscita, ovvero che sei triste a causa di un uomo, ed inizi subito ad imprecare contro il manichino e tutto l'universo maschile,( senza dimenticare l'affezionato stronzo x colpa del quale ti trovi davanti quella vetrina) e maledici l'attimo in cui hai pensato di possedere la bacchetta magica( tanto a cosa servirebbe, meglio farlo restare manichino, almeno non si corre il rischio di sfornare un altro potenziale stronzo!!!). Dopodichè, consapevole di avere la carta di credito a secco e non poterti comprare niente, convieni che forse è un tantino frustrante vedere cose che ti piacciono e non poterle comprare,e così te ne vai a zonzo per la città, cercando sempre di fissarti sui particolari più stupidi, che nei soliti tempi migliori non avresti mai notato ( tipo che" ciao pizza" ha cambiato insegna, adesso è rossa, o che il negozio" bershka" ha assunto un nuovo buttafuori.) E gironzolando in questo modo, ecco che all'improvviso ti ritrovi nel posto meno indicato, da evitare assolutamente quando si è tristi:il lungomare di via Caracciolo. Il mare, già.. E' triste il mare. Molto. E quando è proprio il mare a ricordarti il motivo per cui sei triste, è evidente che finire nelle sue vicinanze è il colpo di grazia che la tristezza complice del destino beffardo vuole infliggerti per farti sventolare bandiera bianca. A quel punto? Cos'altro puoi fare? Ti siedi comoda su uno scoglio, guardi nella direzione giusta e sospiri: si, LEI ha vinto. 15 October GOODBYELa luce della luna le ombre nel cortile un fischio nella notte lontano la voglia di partire intorno alla città che dorme milioni di respiri insieme cosa devo fare per farmi voler bene? Tempo dammi tempo non mi massacrare tra poco mi addormento lo sento aiutami a sognare la nave che era in porto è già lontana è un punto in mezzo al mare per farmi voler bene che cosa devo fare? Goodbye andare via e non tornare mai ad occhi chiusi non fermarsi mai con un foglio d'erba in tasca te ne vai .. Tempo dammi tempo ancora non so cosa succede adesso sto dormendo eppure mi scorri nelle vene ci sarà pure un posto dove il cuore non ha più catene oppure dimmi il trucco per farsi voler bene Goodbye andare via, non tornare mai ad occhi chiusi non fermarti mai con un foglio d'erba in tasca te ne vai.. La luna che era in cielo scende chissà dov'è che va a dormire si sente già la gente che è pronta per uscire Goodbye andare via, non tornare mai ad occhi chiusi non fermarsi mai con un foglio d'erba in tasca te ne vai Goodbye 09 October Che sarà mai?Che sarà mai
il girotondo dei popoli
l'ansia delle masse,
la tendenza totalizzante
delle idee,
la forza del pensiero,
il disegno di un dominio,
se non buca l'universo?
Che sarà mai
il sorriso di un bambino
l'andare di una madre,
l'amore e l'odio,
la misericordia e il bisogno
della fame, se non servirà
a cambiare il mondo?
Che sarà mai
il mio canto tutti insieme,
il pianto di un poeta,
l'arte e l'esegesi
la bellezza di un mistero
se non servirà a
salvare il mondo?
Umili e potenti pongano
intelletto alla legalità
globale degli interessi,
dissimulata
dall'ostentata reciprocità
di una comoda giustizia
e sugli intenti della diversità
si dipinga un sol colore.
04 October << ////////////// >>Non dimenticate mai che entrando nel nostro spettacolo comincerete ad abbandonare la realtà.
Ciò che sarete convinti di vedere potrebbe non esistere affatto. Il vostro compagno nel nostro show, potrebbe rivelarsi addirittura uno sconosciuto. Un uomo o una donna tra il pubblico che non riconoscerete potrebbe conoscervi persino troppo bene.
Ciò che sembra sicuro potrebbe essere mortale. E i pericoli da cui vi guardate potrebbero essere solo distrazioni per attirarvi verso un pericolo più grande.
Nel nostro spettacolo, a cosa potrete credere? Di chi vi potrete fidare?
Bè, riveriti spettatori, la risposta è che non dovreste credere a niente.E che non dovreste fidarvi di nessuno. Proprio di nessuno.
Ora il sipario si alza, le luci si abbassano, la musica sfuma, lasciando solo il suono sublime dei cuori che battono l'attesa.
E il nostro spettacolo ha inizio..
E' la mente a trarci in inganno, non l'occhio...
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