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23 February PoTeNzA miaNon pensate per il fatto
stesso di aver avuto in sorte questo
aspro panorama di monti di essere
figli di un dio minore, o peggio,
di nessun dio. Qui, come altrove,
è passato il respiro ampio della
storia: dipende da voi, dal vostro
coraggio, far sì che anche in futuro
si possa sentire. Sappiate di avere
radici, dimenticarle significherebbe
diventare estranei persino a voi
stessi... 15 February E voi, vorreste vivere nel posto di coloro che se ne vogliono andare?Dovrebbe esistere un posto per tutti quelli che se ne vogliono andare. E' vero, c'avete mai pensato? Perchè la gente che non vuole vivere in questa società, deve starci per forza?!? E' un'ingiustizia!
Si fanno di questi discorsi in casa SABIA-LORUSSO-TRAMUTOLI-GIAMBROCONO-PALLADINO. Se ne fanno ogni sera, e ognuno non è mai lo stesso della precedente. E' quasi sempre come un piccolo simposio, in cui ci si confronta, si litiga, si scambiano opinioni ( quasi sempre incompatibili !), insomma si cresce. Proprio in uno di questi discorsi ( non era quello sui gay, nemmeno quello sull'eutanasia, e neanche quello sulla crisi economica, nemmeno quello sull'Italia che fa schifo, e neanche quello sugli stupratori....) una sera, ricordo venne a galla questa questione: e se creassimo un posto per tutti quelli che se ne vogliono andare?!? Dovrebbe esistere un posto per quelli che se ne vogliono andare, non vi pare? Vi sembra giusto che per forza quì dobbiamo vivere? Un posto dove non esiste una società, dove ognuno è libero di fare che vuole, proprio tutto quello che vuole, senza regole, senza leggi, senza stato.
<< Ma dai Cinzia, come fai a creare un posto per tutti quelli che se ne vogliono andare? Metti che io me ne voglio andare, tu te ne vuoi andare, Palladino pure se ne vuole andare, e quindi siamo già in tre che se ne vogliono andare. Metti che qualche altro Sempronio(solo perchè non mi sembra giusto si debba nominare sempre Tizio per primo, ma cos'ha Tizio di più speciale rispetto a Caio e Sempronio?!?) pure se ne vuole andare e arriviamo a quattro. Poi vuoi che nel mondo non ci saranno sicuramente altre migliaia di Cai e di Tizi che pure se ne vogliono andare? Finiremmo per creare una società precisa e identica alla nostra, perchè l'uomo non può vivere senza leggi e senza stato, essendo egli stesso per natura un "animale politico"(cfr.Aristotele).>>Esclamo. << Vabbè ma è diversa come cosa. Perchè nel posto di tutti quelli che se ne vogliono andare, giustamente, ci viene solo la gente che non si trova bene in questa società, quelli che ci stanno bene mica sono stupidi, mica vengono nel posto di coloro che se ne vogliono andare. Perchè secondo te, Berlusconi se ne vorrebbe mai andare ? Ma magari, avremmo risolto tutti i problemi nostri!>> ribatte Cinzia. << Si vabbè Cinzia però, a sto punto se Berlusconi se ne andasse non avrebbe nemmeno più ragione di esistere il posto di quelli che se ne vogliono andare, perchè sicuramente chi verrà al suo posto non potrebbe mai essere peggio di lui, nemmeno con tutto l'impegno >> esclama Palladino. << Nooo, ma non avete capito!! Qua non si tratta di creare un posto per quelli che non vogliono Berlusconi al governo, si tratta di creare un luogo per tutti quelli che se ne vogliono andare, cioè quelli che non vogliono vivere in una società. Se il problema fosse legato solo a Berlusconi, o a qualunque altro Caio (ecco Ornè, sei contenta,non ho detto Tizio!) che sta al governo tanto varrebbe cambiare nazione, e il gioco è fatto! Noi invece dobbiamo inventare un luogo per tutti quelli che non vogliono vivere in una società, che vogliono vivere in armonia senza il bisogno di stupide leggi tra i piedi.>> Risponde Cinzia infervorata, si gasa lei, quando si fanno questi discorsi (per non parlare di quando esce fuori la questione della donna, ma questa è un'altra storia!) << Ma dai, questa cosa non si può attuare! Perchè non si può vivere senza una forma di stato, mica ognuno può fare che vuole. Perchè in ogni caso la mia libertà finisce dove inizia la tua, e io non posso sentirmi libera di poterti fare del male, ci vuole per forza una legge che me lo impedisca.>> Interviene Stefania, la nostra giurista. << No, mica per forza me lo deve dire una legge che non devo farti del male. E' un fatto che spetta alla mia coscienza, mai sentito parlare di leggi non scritte? Di leggi insite nella natura umana? E poi scusa chi è che decide se una cosa è giusta o sbagliata? Adesso si pensa che uccidere sia sbagliato, in altre epoche non era così, anz ti dirò, tuttora non è così, visto che in alcune società si applica la pena di morte! E al di là di tutto, anche se ci sono le leggi che vietano certe cose, sta sempre alla coscienza di ognuno la decisione di rispettarle o meno..>> Aggiunge concitata Rosanna, che finora non aveva preso ancora parola.<< Ragazzi, non allontaniamoci dal punto FOCALE del discorso. Come dicevo prima, nel posto di quelli che se ne vogliono andare ci va solo chi se ne vuole andare da questa società, e su questo penso siamo tutti d'accordo. Perciò gli abitanti del posto di quelli che se ne vogliono andare hanno in comune il fatto che se ne sono andati e perciò questa potrebbe essere una base comune da cui partire per fondare questa nuova comunità. >> << Ma Cinzia, deciditi, prima hai detto che non ci deve essere uno stato e adesso parli di comunità!! Secondo me non si può fare per un semplice motivo: l'uomo per natura è portato ad organizzare la comunità in una forma statale,è una cosa che fa parte di noi, non a caso è sempre stato così, persino i Flistons avevano una coatta e rudimentale organizzazione statale!!!.Senza uno stato è impossibile vivere insieme agli altri, dovresti creare un posto solo di TE che te ne vuoi andare!! Per vivere come dici tu dovresti stare su una colonna come gli stiliti.>>Ribatto << Mah, forse è vero. E allora vorrà dire che organizzeremo un tipo diverso di stato, una forma statale mai vista finora.>>Risponde Cinzia << Si dai, facciamo che io comando e voi obbedite ai miei ordini!!!!>> << Si Ornè, se sei tu a comandare, l'unico tuo suddito può essere Palladino, è l'unico che subisce senza reagire :D !>> Aggiunge Cinzia, con la sua solita vena di cazzimma. << Ci sono! Ho trovato la soluzione! Facciamo come ha detto Rosanna, l'unica legge presente nel posto di coloro che se ne vogliono andare sarà :"Ognuno è obbligato a fare appello alla propria coscienza, pena l'espulsione dal posto di coloro che se ne vogliono andare e ritorno al mondo normale!">> Esclama ad un tratto Palladino. << Aspetta, ma ognuno di noi ha dei valori diversi quindi, a questo punto nel posto di quelli che se ne vogliono andare ognuno si comporterebbe secondo la sua coscienza, non tutti ne hanno una e soprattutto non tutti vediamo come giuste le stesse cose, finiremmo a legittimare per forza gli omicidi, i furti e quant'altro..>> Risponde Stefania<< No vabbè se uccidi qualcuno, vieni categoricamente espulso>> Ribatte Palladino, con il sorrisetto sulle labbra, desideroso di concludere al più presto l'insensato dibattito e ansioso di ritornare alle sue pagine di letteratura giapponese << No, no,no, questo sarebbe un regime autoritario, se ne andrebbero subito tutti dal posto di quelli che se ne vogliono andare!>>Ribattiamo io e Cinzia all'unisono! << Dai conveniamo che non si può fare, dobbiamo per forza stare quì, al massimo emigriamo in Spagna :D>> Cerco di concludere, in quanto i piatti attendono impazienti nel lavandino. << Si dai, non ne verremo mai a capo. >> Concordano gli altri.
Una cosa però l'abbiamo dimostrata: oltre all'impossibilità di creare un posto per quelli che se ne vogliono andare, è altrettanto evidente l'impossibilità di creare una forma statale veramente efficiente e valida. Non esiste lo stato perfetto, perchè non esiste la perfezione, essendo noi creature imperfette.
E se invece volessimo restare? Bèh, penso sia sempre meglio battersi per rendere questa società migliore, piuttosto che fondarne una peggiore. 12 February L'anima della musicaIl più mirabile, il più sorprendente di tutti gli strumenti è la voce.
Quando uno strumento suona con sentimento ed espressione diciamo che "canta" perchè nel canto c'è tutta l'anima della musica, dalla più antica a quella attuale.
Sono molti gli strumenti, un tempo ritenuti perfetti, che sono ormai caduti in disuso, superati da strumenti nuovi.
La nostra voce invece è la stessa di sempre, così come l'antico bisogno di cantare che, insieme a quello di danzare, perpetua in ogni tempo la giovinezza dell'uomo. 06 February SULLA NOIA DI VIVERE
La noia è uno stato dell'anima a cui alcuni grandi autori hanno dedicato opere intere o semplicemente dei versi. Il primo autore che mi viene in mente è Moravia che scrisse un bellissimo romanzo proprio intitolato La noia. Qui, questo stato interiore, viene dipinto come risultato dell'impossibilità di instaurare con gli oggetti un rapporto autentico. (i passi sono tratti da La noia)
"Non trovo più gusto a lavorare, non posso fare altro che aspettare la notte"Ci rendiamo conto di quanto la noia, da puro stato interiore, divenga parte del palcoscenico nel quale ognuno di noi recita. La noia si trasforma in uno stato di angosciante insoddisfazione ed inadeguatezza. Concludo ricordando un altro passo del libro di Sartre in cui, sul suo diario, il protagonista, Antoine Roquentin, scrive un giorno: "Niente, esistito"Siamo di fronte ad una vita piena di vuoti, di assenze e spesso anche la nostra giornata si riduce ad un foglio tristemente vuoto che cerchiamo di riempire ma, con la sua sottile ironia, ci guarda nella sua perfezione intangibile e ci mette di fronte ad un triste verità.
01 February ...............................................................La mia vita non mi piace .
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